Rovigo sta morendo, a partire dalle frazioni: l’abbandono di Grignano

Se le strade che portano al governo della città sembrano fumose, lastricate di dubbi e perplessità, quelle che portano alle nostre case, scuole, a lavoro, sono in condizioni terrificanti nonché allarmanti.

 

Se questa amministrazione ha, secondo alcuni, “scritto la storia del nostro capoluogo”, questo capitolo lo potremo chiamare “le frazioni abbandonate-parte (speriamo) finale”. Do
po Granzette e una motivatissima incursione in consiglio comunale per una strada bloccata per mesi, vi presento Grignano.

Sono due settimane che gli asfalti, o ciò che ne è rimasto, sono secchi, pronti per gli interventi di sistemazione. E sono mesi che personalmente scrivo agli uffici per intervenire. Le immagini sono di Via Massimo d’Azeglio, principale arteria che porta al centro di Grignano. Qui, oltre il danno, la beffa: in attesa di sistemazione, qualcuno è passato, ma ha ben pensato di metterci due cartelli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E ancora: guardate le condizioni dei giardini pubblici. Un cancello pericolante che necessita di manutenzione alla base delle colonne, chiuso con delle transenne. La mura in strada rotta così come la recinzione che sorregge.

 

Di nuovo: guardate la piazza, segnaletica inesistente qui, come in più punti anche pericolosi come in prossimità del ponte dell’Asino, protagonista ahimè di incidenti nei mesi scorsi.

 

Caro Sindaco, la situazione è questa. E mentre sui giornali leggiamo, da settimane ormai, di un ridicolo ed imbarazzante (a livello nazionale) optetico e fantastico valzer di poltrone, la città sta morendo: priva di interventi, priva di una guida, assetata di giustizia o molto semplicemente di qualche segnale di presenza. La gente vuole fatti. L’amministrazione (o l’amministratore) è ferma, in panne da tempo difronte ad una comunità, quella rodigina, che non merita tutto questo e che oggi grida, giustamente e a gran voce, di essere rispettata.