chi sono

C’è un momento nella vita di tutti in cui si può cambiare. Ce ne sono altri invece, in cui cambiare non è più una possibilità, ma un dovere.

 

Per chi non mi conoscesse, mi presento: sono Milan Mattia, ho 28 anni e sono stato eletto in consiglio comunale di Rovigo nel 2015 con la lista civica Silvia Menon Sindaco.

 

 

Mi sono diplomato presso l’Istituto tecnico per Geometri, “Amos Bernini” di Rovigo. Successivamente ho intrapreso il percorso universitario.

 

Ho studiato a Padova, mi sono laureato a marzo 2018 in Studi Europei, laurea magistrale del dipartimento di Scienze Politiche Internazionali con particolare focalizzazione sulle politiche dell’Unione Europea.

 

 

 

 

 

Sempre a Padova, a maggio 2019 ho conseguito un Master in Europrogettazione presso Europa Innovation Business School con sede in Amsterdam, il quale titolo garantisce l’iscrizione diretta al Registro Europeo degli Europrogettisti (EUPF Register of EU-Projects Designers and Managers – Europe Project Forum Foundation – www.euprojectforum.eu).

 

 

A Grignano, il mio paese, ho il piacere di allenare la categoria giovanissimi di calcio presso la Polisportiva. Affiatamento, ambizione ed entusiasmo: elementi fondamentali per una squadra che non si limita a voler partecipare. Ovviamente poi si vince e si perde, ma sono e resto convinto, che la vera sconfitta non è perdere, ma non averci provato.

 

 

Perché mi sono candidato

Difronte alle prese di posizione dei soliti noti, provarci non è era una possibilità ma un’esigenza. Per questo motivo non ho esitato difronte alla proposta di Silvia, anch’essa originaria di Grignano, di far parte di un grande progetto di concretezza e cambiamento politico per il nostro territorio.

 

 

Senso civico, buon senso ed onestà: questa è Silvia Menon. Tre caratteristiche che mi hanno convinto a darle pieno supporto, mettendo a disposizione tutte le mie competenze, per poter scalare la vecchia politica e proporre veramente un alternativa per il nostro bene comune, città e frazioni.

 

 

Le frazioni

Mi piace sottolineare il termine «frazioni». Io vengo proprio da una di queste e mi sembra ancora piuttosto strano parlare di centro e frazioni come due cose distinte: qui, la partita che si perde è quella dello sviluppo. Oggi Rovigo è un centro lontano dalla propria periferia. Sordo ai problemi, distante dai suoi cittadini. Ricucire lo strappo tra centro e frazioni non è qualcosa che si può fare, ma si deve fare. Stiamo perdendo un occasione: la vitalità di Rovigo si gioca in tutto il suo territorio, nessuno escluso. C’è chi dice che divisi e da soli possiamo fare meglio. Forse si, ma non per molto. Oggi nell’orbita europea e mondiale, chi si divide perde. E noi come frazioni e Comune non possiamo permettercelo.

 

Il mio pensiero
Per essere forti insieme c’è bisogno di alimentare un elemento chiave: la fiducia. Passare dalle parole ai fatti alimenta fiducia. Quello che dico, è presto fatto. Risolvere i problemi concretamente senza dare la colpa agli altri o perdere tempo in polemiche. Tempestività, una comunicazione chiara e diretta tra cittadini e istituzione, concretezza, senso di responsabilità: una vera forza sociale che sa risolvere i problemi. Forse non l’abbiamo mai conosciuta in chi avevamo eletto in passato,
ma è questa la politica.

Con questo spirito mi sono candidato e con questa idea vivo ed interpreto il mio ruolo: studio le carte, che siano due, tre, mille pagine, non importa. Mi sono messo in gioco e devo dare tutto me stesso per riuscire al meglio nel mio lavoro.

Quando mi sono candidato potevo scegliere: l’ordinarietà, non spostando una foglia e accettando il solito “tanto non cambierà nulla”; o potevo provare la via della responsabilità, mettendoci la faccia, al fine di provarci in prima persona. Si poteva scegliere tra chi c’è già stato e chi ha ancora tutto da dimostrare. Abbiamo scelto insieme la seconda via: più stretta, più ardua, più difficile, ma in moltissimi mi avete dato fiducia e andrò avanti fino in fondo.